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enjoy the little things

Non so voi, ma conosco almeno tre persone il cui motto  appena sveglie è “ mai una gioia!”.  Ammetto che per un periodo molto buio della mia vita questo motto aveva preso possesso di me , anche un paio di volte direi. Non che lo pronunciassi ne lo scrivessi ovunque, lo incarnavo proprio. 

Nella mia vita posso dire che c’è stata una nascita e due rinascite, vita piuttosto complessa direte, effettivamente si… 

La nascita è avvenuta a Parma il 25 Settembre del 1983, la famiglia di mio padre si aspettava un maschio e invece “cucù!” sono nata io ( ovviamente questo a detta di mia Madre, non so veramente come sia andata.)

Sono susseguite varie vicende poco piacevoli, tra cui il divorzio dei miei genitori, i tanti traslochi, il mio vivere in un clima di guerra non dichiarata nei confronti del mondo e oltre i confini della galassia.

Ho avuto vari fidanzati e li ho sempre lasciati io, tranne uno, che alle soglie dei trentanni mi ha lacerato in due… li ho toccato il mio primo fondo…il cibo non aveva più sapore (smisi di mangiare) le giornate erano vuote (dormivo sempre, nei sogni la vita era più sopportabile)… 

Poi all’improvviso una persona, una di quelle che ti stanno anche un po’ sulle scatole, mi ha invitato ad un incontro buddista… quella è stata la prima rinascita.  

In questa riunione ho incontrato tantissime persone con quelle che all’epoca ho chiamato “ sfighe” ma con degli occhi luminosi, con una voglia pazzesca di essere felici. 

Ho intrapreso questo percorso, sapendo per certo che sarei potuta diventare felice: “ come? non lo so, ma io diventerò sicuramente felice” ripetevo a me stessa e agi altri… passano due anni, due anni di lotte serrate per quella felicità che sembra così lontana, in un posto di lavoro che non amo, in un corpo che non mi piace ecc ecc ma ho la certezza in fondo al cuore che “ io diventerò felice” e quindi vado avanti assaporo ogni lacrima e ogni sorriso. Dopo anni di conoscenza comincio ad uscire sempre più spesso con un ragazzo, inizialmente come amici, poi ci accorgiamo che forse quell’amicizia è diventata qualcosa di più…

Quel 29 Ottobre mi arriva un messaggio adolescenziale super dolce… decidiamo subito di sposarci e a marzo scopro di aspettare la Fagioli… gli amici non reagirono come ci saremmo aspettati e io entro in un limbo in cui sorrido a mala pena ogni volta… alcune amicizie cadono come le foglie in autunno… quando è La fagioli è nata, sono andata in depressione post parto ( abbiamo scoperto lo scorso anno che la mia tiroide è proprio impazzita sia durante la gravidanza che dopo ) ma quella è stata la mia seconda rinascita; credo di non aver mai desiderato così prepotentemente di cambiare le cose, ho sentito come un terremoto dentro.

Ho iniziato con l’accettare, sorridendo ai vari temporali che si scatenavano nei miei occhi e di conseguenza nel mio cuore. Mi sono affidata alla vita, ho intrapreso strade nuove e ho cercato di vedere il bello nel brutto

Ovviamente non è stata una passeggiata, ci sono state giornate in cui avrei tirato le testate contro al muro, e ancora oggi capita, ma so per certo che quel momento non durerà per sempre, so per certo che se il mio atteggiamento cambia anche il mondo attorno a me cambia. Quindi nulla diventa impossibile.. e tutto inizia dalle piccole cose, dal trasformare quel “ mai una gioia!” nella “ ricerca delle piccole gioie”. 

Tutto questo è semplice? NO

È possibile? Oh SI!

Uno dei trucchetti che uso durante la mia giornata è quello di sfidarmi ogni volta a trovare 10 aspetti positivi in ogni negativa che vedo, all’inizio non è stato così semplice, però mi aiuta a vedere le cose sotto un’altra luce. 

Oltre a questo esercizio, la mia Amica Laura – Vivere a piedi nudi, sul suo profilo Instagram, ha indetto il “il mercoledì delle piccole cose” in cui invita tutti a scorgere e condividere le piccole gioie che viviamo in quella giornata…

Insomma la gioia è un allenamento, c’è chi si nasce per natura ma anche chi suda ogni suo aspetto… 

e come ho citato ieri sera a Francesca – bonjour.petite:

“ il lavoro duro batte il talento quando non lavora duro. “  

Ah, la frase è di Tim Notke… Buone Sfide di gioia Meraviglie!!!

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